Noid è il concetto che c’è dietro lo stato estremo di paranoia; non mi piace fare l’artist* frustrato perchè ho soli 23 anni e sono un
white straight boy privilegiato di classe medio-borghese ma vorrei che gli adulti capissero che essere giovani in questo momento storico è
pesante. Belle le feste, belle le manifestazioni, bella la possibilità di lavorare con quello che ti piace in maniera più “””accessibile”””
(bello e lavoro nella stessa frase non coesistono bene, lo so); però quanto è brutta la competizione? quanto cazzo è marcio il capitalismo?
Sono Mirko, classe 2003 e la mia terra nativa è la Puglia: la più grande ispirazione implicita che potessi richiedere durante la mia adolescenza
assieme alla noia di provincia con cui hanno convissuto praticamente tutte le persone a cui voglio veramente bene.
Ho iniziato a far foto probabilmente proprio per dare un senso alle giornate passate nello skatepark
che ora è stato dato in pasto alle passeggiate di turisti americani che riempiono Monopoli, 50km a sud di Bari.
La ricerca di libertà nell’essere umano è il tema che mi ha sempre affascinato e questo pensiero che tutte abbiamo in testa,
in maniera diversa, ogni giorno l’ho sempre ricollegata alla voglia di fuggire che si inizia ad avere a metà del periodo adolescenziale;
un qualcosa che viene giudicato e definito tanto stupido da chi è “più grande” solo per invidia, perchè quel desiderio magari in lei/lui/loro
è svanito e mai più tornato. Odio Casa ma amo il posto in cui sono nato, amo i miei genitori da quando son volato via “dal nido” ma la voglia
di ribellarsi come un 16enne è sempre la stessa. Rabbia inspiegabile che mio papà non ha mai capito e che mamma continua a cercare
di eliminarla dalla mia testa; forse un giorno capirò diventando adulto
Questa serie di foto cerca di raccontare più o meno tutto quello che è successo dopo che dalla Puglia son scappato, un diario estremamente (anche troppo)
romantico che circoscrive tutte le persone che pian piano mi stanno cambiando e mi stanno facendo crescere.
Sostanzialmente una serie di immagini egoriferite che ricostruiscono tutta quella “rabbia” che i miei genitori giustamente non comprendono.
